lunedì 4 dicembre 2017

Diplomazia: la partita a 360° del Papa mentre il Vaticano prova a fare l'Onu

Il Papa della misericordia, dell’accoglienza, dell’informalità che smonta la retorica ecclesiale e chiede ai vescovi di stare in mezzo al popolo, è anche un sicuro sostenitore del soft-power diplomatico della Santa Sede. Le due cose in realtà non sono in contraddizione...

lunedì 27 novembre 2017

Mafia: la svolta storica della Chiesa che non ha voluto celebrare i funerali del grande boss

La decisione della Conferenza episcopale italiana di non celebrare i funerali del capo di Cosa nostra, Totò Riina, morto nell’ospedale di Parma lo scorso 17 novembre, è passata forse troppo rapidamente in secondo piano... 

giovedì 2 novembre 2017

Conflitto nucleare e 'guerra giusta', Papa Francesco aggiorna la dottrina

(Articolo apparso su Democratica.com ad ottobre 2017) Con il conflitto nucleare l’umanità rischia il suicidio. Si è espresso in questi termini Papa Francesco visitando, lunedì 30 ottobre, il nuovo dicastero vaticano dal lui stesso creato “per il servizio dello sviluppo umano integrale” – ex consiglio di giustizia e pace - che si occupa dei grandi temi globali del pontificato: pace, immigrazione, tutela del Creato, sviluppo sostenibile, giustizia sociale, lotta alla corruzione. Insomma il cuore della dottrina sociale aggiornata da Bergoglio alla stagione della mondializzazione e dell’interdipendenza.

lunedì 30 ottobre 2017

Francesco alle Fosse Ardeatine, il Papa e la memoria della guerra di liberazione

(Articolo apparso su Lettera43 nel mese di ottobre del 2017) Sarà una commemorazione dei defunti non scontata quella cui prenderà parte Papa Francesco il prossimo 2 novembre: il vescovo di Roma, infatti, celebrerà prima una messa al cimitero americano di Nettuno dedicata “ai caduti di tutte le guerre” poi si soffermerà a pregare alle Fosse Ardeatine “per le vittime dell’eccidio del 24 marzo 1944”, come spiega un comunicato diffuso dal Vaticano. 

Interno del Mausoleo delle Fosse Ardeatine

mercoledì 18 ottobre 2017

Petrolio, acqua e terre vergini, il tesoro 'maledetto' del Sud Sudan

In questa intervista che ho realizzato per Vatican Insider nel luglio del 2017, padre Daniele Moschetti, comboniano, spiega le ragioni del conflitto in Sud Sudan. «L’embargo sulla vendita delle armi - osservava - non viene applicato, non conviene a nessuno». E poi la guerra e la tragedia umanitaria nel Paese dove vorrebbe andare papa Francesco, il ruolo di al Qaida e delle superpotenze. Molti dei temi che Moschetti aveva affrontato nell'intervista, ritornarono poi nel suo libro, uscito a ottobre 2017 e dal titolo: "Sud Sudan - il lungo e sofferto cammino verso pace, giustizia e dignità", edito da 'Dissensi' e con un'introduzione di papa Francesco. 

padre Daniele Moschetti con Papa Francesco 

domenica 8 ottobre 2017

Missionari: il declino dell'Europa la speranza dell'Asia e dell'Africa. Come sta cambiando la Chiesa

(Articolo apparso su La Provincia di Como nel settembre 2017) Missionari cercasi, almeno in Europa, ma anche nelle Americhe e in Oceania le cose non vanno tanto bene. Se il tema della crisi delle vocazioni è ormai da tempo nell’agenda della Chiesa, un capitolo a parte è quello che riguarda la vita religiosa. Da diversi decenni, ormai, sono proprio gli ordini e gli istituti religiosi, le congregazioni maschili e femminili, ad essere entrati in una stagione di contrazione di cui non si vede la fine, almeno in occidente.

Chiesa e nazionalismi, la prova catalana per la Santa Sede (e nel resto d'Europa dalla Germania alla Polonia...)

(Articolo pubblicato su Lettera43 nell'ottobre del 2017) Nazionalismi e populismi europei, con diverse colorazioni politiche, percorrono anche la Chiesa, ne mettono in tensione le istituzioni, ne orientano le scelte. E del resto, che una parte consistente del cattolicesimo catalano guardasse con favore alla causa indipendentista, non è una novità degli ultimi giorni; così, nel momento in cui lo scontro fra Barcellona e Madrid è entrato nel vivo, il clero catalano si è schierato in modo massiccio a favore del referendum e della secessione. 

venerdì 6 ottobre 2017

Anatomia di un Segretario di Stato: fra realpolitik, ospedali e finanza

(Articolo pubblicato nel luglio 2017 su Lettera43) ll cardinale mite è anche un po’ un Richelieu quando serve, ma non lo dà troppo a vedere. Pietro Parolin, Segretario di Stato di papa Francesco dal settembre del 2013, sta diventando col passare del tempo l’uomo forte del Vaticano; diplomatico di lungo corso, il porporato di origini venete, 62 anni, ha interpretato a modo suo il modello Francesco: affabile, alla mano, privo di pose e affettazione, disponibile con la stampa, ma attento a non farsi sfuggire una parola troppo, e quando lo fa in genere è a ragion veduta. 

Il Segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin

lunedì 2 ottobre 2017

Se la Chiesa e il Papa si trasferissero in uno scantinato al Tuscolano

“E poi è proprio detto che la Chiesa debba coincidere col Vaticano? Se – facendo una donazione della grande scenografia (folcloristica) dell’attuale sede vaticana allo Stato italiano, e regalando il ciarpame (folcloristico) di stole e gabbane, di flabelli e sedie gestatorie agli operai di Cinecittà – il Papa andasse a sistemarsi in clergyman, coi suoi collaboratori, in qualche scantinato di Tormarancio o del Tuscolano, non lontano dalle catacombe di Santa Priscilla – la Chiesa cesserebbe forse di essere Chiesa?”.


Pier Paolo Pasolini, 1974


Un Milone di guai per le finanze vaticane, intanto i bilanci della Santa Sede attendono...

(Articolo pubblicato su Lettera43 nel settembre 2017) Un nuovo scandalo, stavolta non a base di documenti-patacca, sta sconvolgendo il Vaticano e il tema è sempre lo stesso: la riforma delle finanze della Santa Sede, l’applicazione di norma certe in materia di trasparenza e gestione corretta delle risorse economiche. A parlare è stato l’ex revisore generale del Vaticano, Libero Milone, dimessosi nel giugno scorso improvvisamente e senza che dai sacri palazzi arrivasse alcuna spiegazione ufficiale in proposito. 

lunedì 25 settembre 2017

Emanuela Orlandi, la verità giudiziaria (assente) e la possibile verità storica

Dossier, depistaggi, intrighi, segreti Vaticani: il caso di Emanuela Orlandi è una specie di ‘evergreen’ giornalistico, di romanzo a puntate del quale non ci si stanca mai, anche perché di tanto in tanto vengono aggiunti nuovi particolari alla trama, veri o falsi non importa, ciò che conta è che il mistero resti tale e il racconto continui. La storia reale però è quella di una ragazza di 15 anni figlia di un dipendente vaticano (un commesso della Prefettura della casa pontificia, l’organismo che gestiva, all’epoca, le udienze con il papa e i relativi protocolli diplomatici), scomparsa nel nulla il 22 giugno del 1983. 


Caso Orlandi: fra fake news e sentenze reali e immaginarie

Onestamente trovo singolare che sul caso di Emanuela Orlandi si torni a parlare di un'operazione ordita nella Germania Est o simili e che a farlo siano giudici che si sono occupati in passato della vicenda senza giungere però a una conclusione, senza trovare prove. In questo caso a evocare fantasmi di servizi segreti stranieri è stato il giudice Ilario Martella che appunto negli anni scorsi si è occupato del caso; in occasione della diffusione da parte di Repubblica e l'Espresso del documento-patacca sul coinvolgimento vaticano nella sparizione di Emanuela, Martella ha reso nota una sua verità alternativa a mezzo stampa.