giovedì 9 gennaio 2014

Legionari di Cristo, rifondazione o maquillage per una storia criminale?

A Roma è in corso il capitolo generale dei Legionari di Cristo, nota o, per meglio dire, famigerata congregazione religiosa fondata da una delle più oscure figure criminali della Chiesa moderna, quella di padre Marcial Maciel. Il movimento nacque in Messico nel 1941 e poi crebbe nei decenni del dopoguerra, fu riconosciuto dal Vaticano (ma non da Pio XII che lo osteggiò), fino a diventare un piccolo impero. Oggi può contare su 900 preti, e su circa 2mila seminaristi, è dotato di un braccio laico, il Regnum Christi, e poi possiede case religiose, chiese, università, residenze. Soprattutto non si è mai conosciuta l’entità reale del tesoro accumulato da padre Maciel, nemmeno è dato sapere quali sono gli investimenti finanziari legati alla Legione.

I legionari sono stati una delle organizzazioni più violentemente reazionarie  e integraliste della chiesa cattolica dell’età wojtyliana, fra i loro obiettivi c’era quello di contrastare ogni deriva progressista del cattolicesimo latinoamericano. Poco importava, a quanto pare, se per raggiungere questo obiettivo venissero utilizzati mezzi illeciti e criminali. I legionari hanno goduto dell’incondizionato appoggio di Giovanni Paolo II e dei suoi più stretti collaboratori: dal cardinale Angelo Sodano, Segretario di Stato, al suo  segretario personale, Stanislw Dziwisz. Maciel è stato abusatore di minori, corruttore, ha avuto figli e figlie di cui ha abusato da due diverse donne, ha circuito personaggi ricchi per ottenere grandi donazioni, ha goduto dell’appoggio dell’establishment della destra cattolica repubblicana degli Stati Uniti e della destra latinoamericana, ha avuto il favore di personaggi come Carlos Slim, uomo d’affari del Messico a lungo al primo posto nelle classifiche relative agli uomini più ricchi del pianeta.

E’ noto che Joseph Ratzinger ha provato senza successo a osteggiarlo quando era cardinale e poi ha commissariato la congregazione una volta diventata Papa. E tuttavia gli scandali sono proseguiti, nuovi casi sono emersi in Cile, in Messico e in altre parti del mondo. Molti legionari hanno lasciato la congregazione mentre la vecchia guardia legata a Maciel non è mai stata allontanata del tutto dalle autorità vaticane e dal cardinale Velasio De Paolis, l’anziano commissario giunto alla fine del suo mandato.

Ancora di recente alcune vittime della Legione,  hanno firmato un appello in Francia ( rivolgendosi ai vescovi del loro Paese. Nel testo si criticava il progetto di riscrivere, proprio in vista del capitolo generale di questi giorni, il carisma di una congregazione così profondamente corrotta. Fra l’altro nel documento il gruppo metteva sotto accusa lo steso De Paolis che il 14 dicembre scorso si rivolgeva ai legionari trattandoli da vittime in quanto erano state capaci di resistere “agli scandali sensazionalisti e alla diffidenza” e si erano invece fatti carico del peccato.

Nell’appello veniva ancora ricordato che la discussione sulle nuove costituzioni della Legione ( i nuovi testi fondativi della congregazione) è stata “largamente opache” mentre nulla impedirà di scegliere il nuovo governo del movimento fra i vecchi membri dell’epoca di Maciel. Il sistema costruito da quest’ultimo, per altro, si legge nell’appello, “è durato per decenni” ed è stato costruito “intorno a un uomo che ha violentato dei ragazzi, si è fatto masturbare dai seminaristi, ha vissuto con due donne sotto identità differenti e alla fine ha abusato anche dei suoi figli, si drogava, si approfittava della debolezza di vecchie signore per sottrarigli la loro fortuna”. Le inchieste del National catholic reporter, hanno poi disegnato un quadro di corruzione gravissimo che toccava i piani più alti del Vaticano.

Ci si chiede allora cosa ci sia da rinnovare e da rifondare in questa vicende, come si possa scrivere a tavolino un carisma che un fondatore di solito riceve per ispirazione spirituale. E se pure un certo numero di sacerdoti e laici non era coinvolto nel disegno criminale di Maciel e dei suoi, questa non sembra una ragione sufficiente a salvare una storia che è a dir poco tenebrosa e le cui oscurità sono state svelate da innumerevoli testimoni che hanno denunciato crimini, abusi, culto della personalità del fondatore, azioni di plagio, derive settarie. Restano certo ‘ i beni’, tutti terreni di questa congregazione, che di sicuro hanno il loro peso. E resta, ancora, il rapporto preferenziale del futuro santo Giovanni Paolo II con i Legionari di Cristo che potevano contare inoltre sull’aperto sostegno di un bel pezzo di curia vaticana. Le notizie circa le malefatte di Maciel sono note da molti anni, per cui  - nonostante venga ripetuto in continuazione – resta difficile credere che Wojtyla ne fosse completamente all’oscuro.

Sia come sia il passato, è assai difficile pensare a un cambiamento profondo della Chiesa e delle sue istituzioni se i Legionari di Cristo resteranno in piedi più o meno per quello che sono o con qualche piccolo ritocco di maquillage.

Francesco Peloso 
 
Qui il link all'appello di Lourdes  che rimanda anche ad altri importanti documenti sui Legionari di Cristo

Qui il link alla lunga intervista che padre Lombardi ha fatto al cardinal De Paolisi sul rinnovamento dei Legionari di Cristo





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