mercoledì 1 gennaio 2014

Un nuovo Segretario per la Cei in attesa dei cambiamenti a maggio


Quest'articolo è stato pubblicato sul Secolo XIX

“Per una missione importante nella Chiesa italiana, ho bisogno che monsignor Galantini venga a Roma, almeno per un periodo”. E’ quanto si legge nella lettera che il Papa ha inviato ai fedeli e alla diocesi di Cassano allo Jonio di cui Nunzio Galantini è appunto vescovo, per motivarne la nomina a nuovo Segretario generale della Cei. Galantini succede nell’incarico a monsignor Mariano Crociata, ha 63 anni e, per ora, resterà anche alla guida della diocesi calabrese, questa una delle novità, non ci sarà quindi un Segretario a tempo pieno. 
D’altro canto la sua è chiamata ad ‘interim’, dunque non per forza definitiva, stando anche alle parole del portavoce vaticano padre Federico Lombardi. “La nomina – ha affermato - si è resa urgente per il funzionamento ordinario della segreteria generale e per tutta una serie di adempimenti che ne richiedono la presenza”. “Mons. Galantino – ha aggiunto padre Lombardi - ha tutte le facoltà del segretario generale, ma per ora non è stato stabilito quanto durerà il suo mandato; dovrà trasferirsi a Roma per buona parte della settimana, ma al momento rimane vescovo di Cassano all’Jonio”.
Non bisogna dimenticare infatti che in questi mesi sono allo studio i nuovi statuti della conferenza episcopale in base ai quali dovrebbe essere consentita l’elezione del presidente senza più nomina papale (il sistema attuale è un’eccezione italiana), il segretario non sarà per forza un vescovo, e in ogni caso è prevedibile che presto o tardi arriverà un nuovo presidente della Cei. L’eventuale ricambio al vertice potrebbe comportare o la nomina di un nuovo Segretario o la conferma di Galantini. Forse già a maggio sarà il momento della svolta, a quell’epoca si terrà infatti l’assemblea generale dei vescovi italiani in Vaticano; durante l’assise verranno tratti anche ad altri cambiamenti già chiesti da Francesco, fra questi il maggior peso da assegnare alle conferenze episcopali regionali e la diminuzione del numero delle diocesi in Italia. In questa situazione, oggettivamente di transizione, la testa della Chiesa italiana rischiava di restare per lunghi mesi senza certezze, anche organizzative, soprattutto dopo la nomina di monsignor Crociata a vescovo di Latina. Così Bergoglio ha intanto proceduto alla nomina del Segretario che tuttavia, come già accade con Bagnasco, resterà vescovo della sua diocesi. Il che indica, da parte del pontefice, la volontà di privilegiare comunque la pastorale, cioè il lavoro di evangelizzazione nel territorio rispetto all’incarico amministrativo. Per il cardinale Bagnasco con la nomina di Galantino “si riempie un vuoto”, mentre il diretto interessato ha parlato di “una bella e impegnativa avventura”.

Francesco Peloso


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