martedì 25 febbraio 2014

Il Vaticano avrà un ministero dell’economia. Addio alla prefettura del card. Versaldi?

A un anno di distanza dall’elezione al soglio di Pietro, papa Francesco, consultati tutti gli esperti e le commissioni di studio, procede spedito sulla strada delle riforme a cominciare dal settore più delicato e nevralgico, quello economico. Con un motu prorpio – cioè con un documento personale del Papa dal titolo Fidelis dispesantor et prudens (come l’amministratore fedele e prudente) – è stato infatti creato una sorta di superministero economico, la Segreteria per l’Economia, che diventa a tutti gli effetti un dicastero della Santa Sede.
il cardinale australiano George Pell, prefetto della nuova Segreteria per l'economia

Fra le funzioni previste “la preparazione di un budget annuale per la Santa Sede e lo Stato Città del Vaticano, nonché la pianificazione finanziaria e le varie funzioni di supporto quali le risorse umane e l'approvvigionamento” e ancora la preparazione dei bilanci. E’ stato poi istituito un revisore che “avrà pieni poteri di controllo” su tutte le istituzioni della Santa Sede. Fra gli obiettivi di governo del nuovo organismo la razionalizzazione della spesa, cioè la spending review, e un’ulteriore spinta nella direzione della trasparenza. Alla guida della Segreteria, in qualità di prefetto, è stato chiamato il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney e soprattutto uno dei porporati che fanno parte del ristretto “consiglio degli 8” creato da Bergoglio nel corso dell’estate e il cui compito è quello di coadiuvare il papa nel governo della Chiesa. 

Il vice di Pell sarà monsignor Lucio Vallejo Balda, prelato di curia esperto di economia, area opus dei, in forte ascesa nella transizione bergogliana. Il quadro sarà completato dalla creazione di un consiglio composto da 15 membri, 8 vescovi e cardinali e 7 laici esperti di finanza internazionale, che dovrà indicare strategie e interventi oltre ad “analizzare i rapporti sulle attività economiche e amministrative”.  Nei prossimi giorni verranno resi noti i componenti di questa struttura mentre lo stesso cardinal Pell dovrà mettere a punto gli statuti del nuovo dicastero.

Il motu proprio del Papa stabilisce poi che l’Apsa, Amministrazione del patrimonio della sede apostolica, diventerà la banca centrale del vaticano, ruolo che ricopriva solo informalmente, gestirà insomma il patrimonio della Santa Sede ma non avrà il potere di compiere transazioni finanziare. Questo ruolo dovrebbe restare allo Ior le cui funzioni però non sono state ancora ulteriormente precisate, e tuttavia tale divisione di ruoli sta prendendo forma già da tempo.

Probabile poi la scomparsa di un altro dicastero, la Prefettura degli affari economici della Santa Sede guidata dal cardinale Giuseppe Versaldi, le cui funzioni dovrebbero venire assorbite dalla nuova Segreteria e in particolare dal revisore generale di nomina papale. Scompare anche il vecchio consiglio dei 15 cardinali che si riunivano periodicamente per discutere dei bilanci vaticani. La decisione presa dal papa nasce dal lavoro di una delle commissioni (quella per i problemi economici e amministrativi) istituita da Bergoglio subito dopo la sua elezione per valutare il quadro delle situazioni e fare proposte operative. Accanto a questa è stato importante il contributo del consiglio degli 8 cardinali, il cosiddetto G8 vaticano, che ha lavorato in stretta collaborazione con papa Francesco negli ultimi mesi.

Francesco Peloso 

Quest'articolo è apparso anche sul Secolo XIX

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