venerdì 27 giugno 2014

Famiglia e sesso, i cattolici cambiano e la Chiesa si prepara al sinodo di ottobre

La Chiesa dice a sé stessa la verità su famiglia e sesso: i fedeli non seguono più, sotto molti aspetti, gli insegnamenti del magistero, a volte li ignorano altre non li ritengono validi. Allo stesso modo i 'pastori', cioè i vescovi e i preti, si sentono impreparati di fronte alle tante questioni che si aprono sui temi eticamente sensibili e chiedono alla Santa Sede di elaborare una riflessione ampia per essere aiutati ad affrontare tali argomenti. E' questo il dato generale che emerge dall' “instrumentum laboris” presentato ieri mattina in Vaticano; si tratta del documento preparatorio del sinodo straordinario sulla famiglia indetto da papa Francesco che si svolgerà il prossimo ottobre.


A questa assise ne seguirà, l'anno successivo, cioè nel 2015, una seconda: la prima metterà a punto strategie e problemi, la seconda dovrà dare alcune risposte definitive su questioni controverse e indicare le nuove linee pastorali sulla famiglia. E' un percorso che, nella riforma progettata da Bergoglio, vede nel sinodo (l'assemblea mondiale dei delegati-vescovi in rappresentanza delle chiese locali) diventare un organismo in grado, insieme al papa, di prendere decisioni collegiali uscendo da una dimensione puramente consultiva.

Ma il dato nuovo di questo “instrumentum” è la consultazione dei fedeli e del clero di tutto il mondo, avvenuta tramite questionario, per sondare lo stato delle cose sull'insegnamento della Chiesa in relazione a temi come unioni di fatto, coppie gay, contraccezione, aborto, matrimonio. Il documento dunque non fornisce risposte definitive ma fa un'analisi realistica della situazione. Così dalla raccolta dei dati emerge, si legge nel testo, che anche quando il magistero “è conosciuto dai fedeli tanti cristiani manifestano difficoltà ad accettarlo integralmente”. In particolare si manifesta una resistenza su materie come “controllo delle nascite, divorzio e nuove nozze, omosessualità, convivenza, fedeltà, relazioni prematrimoniali, fecondazioni in vitro”. Più accettato invece l'insegnamento in merito all'aborto e al rispetto della vita.

Sulle unioni fra persone dello stesso sesso resta il no all'equiparazione con i matrimoni tradizionali, ma da parte dei fedeli si esprime rispetto per il riconoscimento delle unioni civili fra omosessuali laddove esiste una legge in questo senso. Ancora c'è una apertura decisa al battesimo per i figli delle coppie gay qualora dai genitori venga richiesta un'educazione cristiana, mentre l'uso di anticoncezionali non è nemmeno considerato un peccato dai fedeli e i cosiddetti metodi naturali non vengono più presi in considerazione. Ancora, si afferma, la legge naturale a fronte dell'espandersi della secolarizzazione del diritto positivo, non risulta più un riferimento compreso a livello popolare, si chiede quindi una nuova elaborazione teologica che riparta dalla “Parola di Dio quale strumento privilegiato nella concezione della vita coniugale e familiare”.

Rilevanti anche il fatto che da molte risposte pervenute alla Segreteria del Sinodo, viene certificato come aumentino le convivenze sia quale “experimentum” di vita comune che come “forma stabile di vita”. Fra l'altro all'origine di questo fenomeno s indicano anche le cause sociali, ovvero disoccupazione crescente, politiche familiari inadeguate, problemi finanziari. I dati diffusi in questi giorni dall'Istat in ogni caso confermano anche per l'Italia questa tendenza: il 2013 è stato l'anno in cui, con 200mila matrimoni celebrati, si è registrato un quoziente di natalità solo del 3,3 per mille, “il più basso nella storia del Paese”. Tra il 2008 e il 2013, inoltre, la quota di sposi che ha scelto il rito religioso è passata dal 63% al 57%, mentre il numero di coloro che hanno optato per il rito civile è cresciuto dal 37% al 43%.

Il documento, poi, apre all'ipotesi di una soluzione per i divorziati risposati che chiedono di essere ammessi ai sacramenti, si ipotizza la soluzione della Chiesa ortodossa dove, dopo un percorso penitenziale, è possibile risposarsi. Mentre un capitolo è dedicato alla “controtestimonianza” nella Chiesa in cui si parla di preti e pedoflia e di sacerdoti che vivono al di sopra delle loro possibilità. Infine c'è una forte indicazione a sostenere le ragazze madri mentre si denuncia la gravità del femminicidio.

(Quest'articolo è stato pubblicato sul Secolo XIX)
Francesco Peloso




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