lunedì 14 luglio 2014

Interrogativi e dubbi sul caso Papa Scalfari

Ci sono una serie di problemi  che emergono dalla vicenda Papa-Scalfari tali da far pensare a un incepparsi della macchina comunicativa bergogliana e forse a una pausa-stallo nello sviluppo del pontificato. In primo luogo la dura smentita di padre Lombardi aveva un limite oggettivo: ovvero non riportava l'esatta versione delle parole di Bergoglio su pedofilia, celibato ecc. Il colloquio privato comporta questi rischi, soprattutto, però, se avviene in assenza di testimoni o portavoce. Ne deriva una possibile equiparazione del papa - per via della smentita incompleta, delle parole virgolettate o meno, della pioggia interpretativa che accompagna il tutto - a un Mastella qualunque o a un B. d'annata ('non sono stato capito, mi hanno interpretato male' ecc.).


Il che non è più la desacralizzazione del ruolo del papa-sovrano, non è più lo smottamento di una ieraticità tutta di facciata, corrisponde invece a una banalizzazione estrema del messaggio del pontefice, a una sua mediocritas non aurea, a un suo adeguarsi al tran-tran mediatico come sottocultura e non come informazione-divulgazione (materia sulla quale per altro il papa è preparato). Cosa è stato allora? Eccesso di confidenza? Visione di cultura peronista che salta i mediatori e vuole parlare direttamente col medium-popolo? Dubbi sui suoi collaboratori? Illusione di un'autosufficienza totale? Fra l'altro osservo che l'intervista vuole mantenere viva l'idea di una fase giacobina del pontificato che invece si è chiusa con l'adeguamento del sistema finanziario vaticano e la scelta di operare sul tema pedofilia con durezza ma per vie essenzialmente interne. Il che comunque rappresenta un bel passo avanti rispetto al passato, così come da tempo la questione celibato comincia ad essere evocata ma non potrà certo essere affrontata con colpi di mano. Allora il dubbio estremo è che il gioco illusionista nasconda la fine della fase rivoluzionaria e l'inizio di una faticosa e incerta riforma dell'istituzione alla quale di sicuro Francesco non ha rinunciato. Oltretutto alle porte preme il doppio sinodo sulla famiglia il cui esito non è affatto scontato, anche per questo la temperatura deve rimanere alta.
P.S.
A latere lasciamo il fatto che il fondatore ritenga di essere superiore al registratore, macchinetta che viene usata dai volgari cronisti.

F.P.

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