mercoledì 17 settembre 2014

Droga oltreconfine, lo strano caso dell'auto del cardinale con targa diplomatica

Forte è stato l'imbarazzo ieri mattina nei sacri palazzi romani quando si è diffusa una notizia quanto meno singolare: una vettura con targa diplomatica del Vaticano era stata fermata domenica scorsa in Francia con a bordo quattro chili di cocaina e 200 grammi di cannabis. Due le persone fermate, di 21 e 40 anni, entrambe di nazionalità italiana. Ma lo scalpore è aumentato quando si è venuto a sapere che il proprietario della macchina è un cardinale della Curia romana, argentino come il papa per giunta, Jorge Mejia, il quale però ha 91 anni ed è stato ricoverato presso la clinica Pio XI dove pure, appena eletto, lo andò a trovare papa Francesco.



L'auto in questione in ogni caso, proveniente dalla Spagna, è stata bloccata dalle autorità francesi a Chambery, in Savoia e le indagini sono ora condotte dalla polizia di Lione. In Vaticano ci sono stati alcuni momenti di difficoltà, poi il portavoce padre Federico Lombardi con il suo vice, padre Ciro Benedettini, hanno cercato di chiarire, almeno in parte, la vicenda. 

Innanzitutto spiegando che il porporato è assolutamente estraneo alla cosa, essendo molto anziano e in condizioni di salute non ottimali, quindi padre Lombardi ha precisato che “non sono coinvolte persone della Santa Sede”. Emergeva però un altro aspetto: l'auto nei giorni scorsi era stata consegnata dal segretario del cardinale, don Luis Alberto Duacastella, anch'egli argentino, a una persona di sua fiducia per fargli fare una revisione. Alla stampa argentina il sacerdote ha dichiarato di essersi fidato di tal Luca Di Dio - persona che conosceva da molti anni - il quale gli aveva assicurato che la macchina sarebbe stata riparata in un'officina di un suo amico dalle parti di via Tor Bella Monaca a Roma. 

La vettura doveva essere riconsegnata domenica, il giorno in cui invece è stata fermata dai doganieri sulla via del ritorno verso l'Italia. Sembra che anche la gendarmeria vaticana abbia raccolto una dichiarazione di don Ducastella; quest'ultimo assiste il cardinale Mejia – che è ex bibliotecario e archivista della Santa Sede - oltre ad essere vicario della parrocchia di San Martino I Papa nel quartiere romano dell'Appio Latino. In passato ha insegnato Filosofia all'università Lateranense di Roma. Naturalmente il sacerdote ha mostrato grande stupore e allarme per l'accaduto, rammaricandosi soprattutto di essersi fidato di una persona che riteneva corretta. Tuttavia bisognerà ora attendere le indagini della magistratura francese visto che i due fermati sono accusati di traffico di stupefacenti, verrà quindi ricostruita la catena dei fatti e dei rapporti che intercorrevano fra i vari protagonisti della vicenda.

Quest'articolo è stato pubblicato sul Secolo XIX

Francesco Peloso


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