sabato 20 settembre 2014

Papa Francesco non fa sconti: no alla Chiesa degli scribi, dei farisei e dei clericali


Di fronte alle critiche papa Francesco non ha perso tempo, così ieri ha risposto con durezza ai cardinale del 'fronte del no', vale a dire quei porporati e teologi che si oppongono a ogni cambiamento dell'insegnamento della Chiesa nell'ambito della famiglia e del matrimonio. Chi fra i pastori ha paura delle richieste provenienti da tanti “uomini e donne”, ha detto il papa, spesso si rifugia nel clericalismo, cioè nella codificazione della fede che però è sintomo di paura e non risponde alla fame e sete di Dio della gente.

In particolare il folto gruppo di cardinali tradizionalisti, usciti di recente allo scoperto, rifiuta la proposta avanzata da uno dei collaboratori di Bergoglio, il porporato tedesco Walter Kasper, di far accedere i divorziati risposati al sacramento della comunione. Questo e molti altri temi - come la pastorale verso le coppie gay, quelle di fatto, la contraccezione – saranno al centro del prossimo sinodo straordinario sulla famiglia che si terrà ad ottobre in Vaticano.

Degli oppositori fanno parte pezzi da novanta del collegio cardinalizio come il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, Gerahrd Muller, l'arcivescovo di Milano Angelo Scola, il nuovo Segretario per l'Economia del vaticano, il cardinale australiano George Pell che per altro è uno degli uomini vicini a papa Francesco. Questi ed altri hanno dichiarato la loro netta contrarietà ad ogni mutamento della disciplina ecclesiale rispetto ai divorziati risposati, e del resto quest'ultima è diventata una questione di valore anche simbolico tale da dividere coloro che vogliono una Chiesa più in sintonia con il proprio tempo da quanti ritengono che la tradizione non vada in nessun modo intaccata.

E allora Francesco, che ha sentito stringersi l'accerchiamento intorno alle sue proposte da parte dell'ala più conservatrice, ha risposto ieri in modo netto: “corriamo il rischio di spaventarci e di ripiegarci su noi stessi in atteggiamento di paura e difesa. E da lì nasce la tentazione della sufficienza e del clericalismo, quel codificare la fede in regole e istruzioni, come facevano gli scribi, i farisei e i dottori della legge del tempo di Gesù. Avremo tutto chiaro, tutto ordinato, ma il popolo credente e in ricerca continuerà ad avere fame e sete di Dio”.

Quest'articolo è apparso sul Secolo XIX

Francesco Peloso

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