giovedì 6 novembre 2014

Nullità matrimoniali, il papa vuole tagliare costi e burocrazia. E' divorzio cattolico?

Le cause per ottenere la nullità matrimoniale sono troppo lunghe e burocratiche e soprattutto non devono diventare un business; i fedeli hanno bisogno di giustizia, di avere un sì o un no da parte della Chiesa quando la interpellano su questioni così delicate. Papa Francesco è tornato, ieri, ad affrontare con decisione uno dei temi sollevati pure durante il sinodo straordinario sulla famiglia. “Nel Sinodo straordinario – ha detto Francesco ricevendo in udienza i partecipanti a un corso di prassi canonica presso la Rota Romana - si è parlato delle procedure, dei processi, e c’è una preoccupazione per snellire le procedure, per un motivo di giustizia”. “Giustizia – ha aggiunto - perché siano giuste, e giustizia per la gente che per anni aspetta una sentenza”.



E del resto era stato lo stesso Bergoglio, poco prima dell'inizio del sinodo sulla famiglia a istituire una commissione pontificia che dovrà rapidamente dare delle indicazioni concrete per passare dalle parole ai fatti. Tradotto significa che in Vaticano si lavora a una semplificazione delle procedure il che renderà più facile arrivare a una dichiarazione di nullità. Fra le ipotesi cui si lavora Oltretevere la riduzione dei gradi di giudizio.

Attualmente, infatti, una sentenza di nullità emessa da uno dei 18 tribunali ecclesiastici presenti in Italia, deve essere obbligatoriamente confermata da un altro in secondo grado, se le due sentenze sono difformi si può fare ricorso alla Rota Romana, il tribunale vaticano (quest'ultimo può essere scelto anche come tribunale di secondo grado dalle parti). Dunque è allo studio il superamento dei due gradi di giudizio obbligatori. Ancora fra le ipotesi – emerse pure al sinodo – quella ridurre comunque la necessità di seguire un procedimento canonico attribuendo maggior valore e peso alla scelta di coscienza del fedele che può testimoniare come, in realtà, il matrimonio sia stato contratto, per conformismo o superficialità, al di fuori di un criterio di fede.

Alcuni osservatori hanno parlato di divorzio cattolico, tuttavia la nullità, dal punto di vista della Chiesa, significa che il primo matrimonio è come se non fosse mai stato celebrato; resta la realtà dei fatti: questa strada consente al credente di sposarsi nuovamente. D'altro canto la Cassazione, in Italia, nel luglio scorso, ha posto un limite al riconoscimento civile delle sentenze ecclesiastiche stabilendo che dopo tre anni di convivenza matrimoniale restano comunque gli obblighi economici del mantenimento verso la parte più debole della coppia che si è separata. Non si può insomma aggirare il divorzio civile con una causa di nullità canonica per non pagare gli alimenti e di conseguenza non si possono cancellare del tutto – almeno civilmente – le prime nozze.

Nel suo discorso a braccio il papa, come spesso avviene, ha fatto degli esempi concreti: “alcune procedure sono tanto lunghe o tanto pesanti – ha detto - che la gente lascia. Un esempio: il tribunale interdiocesano di Buenos Aires, non ricordo ma credo che, in prima istanza, abbia 15 diocesi; credo che la più lontana sia a 240 km”. Ecco, ha aggiunto, “è impossibile immaginare che persone semplici, comuni, vadano al tribunale: devono fare un viaggio, devono perdere giorni di lavoro; allora dicono: 'Dio mi capisce, e vado avanti così, con questo peso nell’anima'”. Per questo “la madre Chiesa deve fare giustizia e dire: 'Sì, è vero, il tuo matrimonio è nullo – No, il tuo matrimonio è valido' Così loro possono andare avanti senza questo dubbio, questo buio nell’anima”.

Ma Francesco ha anche segnalato il problema dell'affarismo che si può celare dietro i procedimenti di nullità. “Bisogna essere anche molto attenti – ha detto Bergoglio - che le procedure non siano entro la cornice degli affari: e non parlo di cose strane. Ci sono stati anche scandali pubblici. Io ho dovuto congedare dal tribunale una persona, tempo fa, che diceva: '10mila dollari e ti faccio i due procedimenti, il civile e l’ecclesiastico'. Per favore, questo no!”. “La madre Chiesa – ha proseguito il papa - ha tanta generosità per poter fare giustizia gratuitamente, come gratuitamente siamo stati giustificati da Gesù Cristo”. Infine qualche dato: le cause pendenti al primo grado nei tribunali ecclesiastici italiani al 13 dicembre 2013 erano 5669; quelle pendenti al secondo grado 1590; sono invece circa 2500 le coppie che, ogni anno, riescono ad avere una sentenza di nullità.

(Quest'articolo è stato pubblicato sul Secolo XIX)

Francesco Peloso


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