sabato 17 gennaio 2015

Bambini di strada in prigione, la scelta del governo filippino e la risposta del Papa

Nella megalopoli di Manila, 11 milioni di persone, ci sono poveri, senza tetto, vagabondi, disperati di ogni risma e baraccopoli. Questa umanità senza speranza comprende forse la categoria più povera e indifesa, quella dei bambini di strada. E proprio per incontrarli ieri mattina il papa ha realizzato un fuori programma recandosi a sorpresa - ma fino a un certo punto come vedremo – nella sede di una comunità, Anak Tnk, che accoglie i bambini di strada e prova a ridargli degli affetti, un futuro.




La struttura è retta da un giovane religioso francese, padre Matthieu Dauchez.
Ma il fatto è che sulla stampa britannica era stata denunciata nei giorni scorsi la scelta operata dalle autorità filippine di 'ripulire' le strade della capitale in occasione della visita del Papa. I ragazzi e i bambini di strada sono spariti dalla circolazione, rinchiusi in centri di detenzione e raccolta, sottoposti a trattamenti non umani. Il presidente Benigno Aquino Junior, figlio di Corazon, voleva una città asettica, ma lo stile di Francesco è un altro. Così Bergoglio è andato da padre Dauchez e ha abbracciato i circa 300 bambini della comunità che gli si sono stretti intorno, lo hanno abbracciato e accolto calorosamente. “Oggi mi sono commosso tantissimo, dopo la messa – ha detto poi il papa - quando ho visitato questa casa di bambini soli, senza famiglia. Quanta gente lavora nella Chiesa perché questa casa sia una famiglia. Questo significa portare avanti, profeticamente, il significato di una famiglia”.

D'altro canto, dietro le quinte, la visita a sorpresa era stata preparata da tempo. A settembre infatti dalla comunità Anak Tnk era partito un invito al pontefice in vista del suo viaggio nelle Filippine. Era stato poi il cardinale Luis Tagle, arcivescovo di Manila, uno dei più giovani del sacro collegio cardinalizio, a trasmettere l'invito registrato in un video e accompagnato da ben mille lettere. Tagle portò il tutto a Roma lo scorso ottobre, in occasione del sinodo, e Francesco non si è dimenticato. Anzi, e l'emozione poi è stata forte fra i volontari e fra gli stessi ragazzi stretti intorno a Francesco. Padre Dauchez ha detto al papa: “questi ragazzi, poveri fra i poveri, sono forse le vittime più vulnerabili della nostra società. Ma continuano a vivere la gioia come potete vedere immediata,ente sui loro visi sorridenti”.

E in effetti si tratta di ragazzi di strada che hanno conosciuto le peggiori forme di violenza e sfruttamento: la mendicità, la violenza, la droga, la prostituzione. Fra l'altro due dei ragazzi di Anak Tnk testimonieranno davanti al papa domani, in occasione del raduno del papa con i giovani. Commentando la visita fuori programma del pontefice ai bambini di strada, padre Federico Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha spiegato: “c’è stato anche un altro piccolo incontro significativo con i bambini di strada, in una casa dove sono ospitati. E questo ha toccato il cuore del Papa anche se non era un evento con grandi discorsi, però estremamente indicativo del suo amore per i poveri e del suo incontro con i più poveri dei poveri, che sono poi i bambini indifesi”.

Il governo filippino non ha fatto certo i salti di gioia per questo 'scarto' dal programma ufficiale della visita; anzi, in generale, Francesco sta cercando di incontrare i settori più emarginati della società filippina e le autorità, da parte loro, provano a 'nasconderli' durante una visita che mette il Paese sotto i riflettori del mondo. Ma Bergoglio sotto questo profilo ha tirato dritto: sono venuto qui per i poveri aveva annunciato, ed è stato di parola. Poi, ieri, nei discorsi ufficiali, ha anche aggiunto: “la corruzione toglie risorse ai poveri”, e nel settore autorità non hanno sorriso.

(Quest'articolo è stato pubblicato sul Secolo XIX)
Francesco Peloso

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