domenica 11 gennaio 2015

Il Papa rinnova la chiesa ligure, un coadiutore per gli scandali di Albenga

Ha quasi il sapore di un blitz la nomina di un vescovo coadiutore per la diocesi di Albenga-Imperia da parte di papa Francesco. Nella mattinata di ieri, infatti, è stato reso noto il nome dell' 'aiutante' di monsignor Mario Oliveri che avrà mandato ampio e soprattutto ha diritto alla successione. Allo stesso tempo Bergoglio ha nominato anche un vescovo ausiliare per Genova nella figura di monsignor Nicolò Anselmi, cresciuto nella diocesi del capoluogo ligure. Anselmi sarà il secondo vicario generale per Genova insieme a monsignor Marco Doldi, si allarga dunque la squadra che accompagna il cardinale Bagnasco nel suo lavoro; quest'ultimo del resto tra pochi giorni compie 72 anni, mentre 75 è la soglia oltre la quale un vescovo deve dimettersi dal suo incarico. Ma andiamo con ordine.

il vescovo ultratradizionalista di Albenga mons. Oliveri

La Santa Sede ha dovuto infine mettere mano al caso Albenga. Nei mesi scorsi si erano susseguite le voci circa un avvicendamento o l'arrivo di un coadiutore nella diocesi scossa da ripetuti scandali, una parte dei quali a sfondo sessuale. D'altro canto la notizia della nomina di monsignor Guglielmo Borghetti è stata accolta con forte disappunto dai suoi collaboratori nella diocesi d'origine, quella di Pitigliano-Orbetello-Sovana . “L’arrivo di questa notizia, per quanto inattesa e sconcertante – si leggeva in un comunicato pubblicato dalla diocesi di Orbetello - non deve però bloccare la nostra quotidiana vita pastorale”, quindi si affermava: “per quanto sia difficile accettare queste decisioni e sia impegnativo riuscire ad intravedere anche per la nostra Chiesa diocesana un bene in questa scelta del Papa, sappiamo che la Chiesa universale è guidata da un pastore, che è Gesù Cristo, che si serve dei suoi umili servitori per traghettare il suo popolo nel mare tempestoso della storia; questa certezza non mitiga il dolore del distacco, ma ci da la certezza di non essere in balìa del nulla, ma nelle mani provvedimenti di Dio”. Insomma la novità ha avuto non proprio un'accoglienza serena. 

D'altro canto il caso Albenga-Imperia era da tempo aperto e attendeva una soluzione in seguito all'emergere di numerose notizie relative al coinvolgimento di sacerdoti in vicende scabrose o di reati a luci rosse che avevano anche attirato l'attenzione della stampa internazionale. A ciò si aggiunga la forte presenza di ultratradizionalisti nella diocesi, anche vicini alle correnti lefebvriane. In questo senso ha pesato la forte consonanza del vescovo Oliveri con il tradizionalismo ecclesiale. Di certo comunque il nuovo coadiutore dovrà intervenire per verificare la gestione del seminario e in generale provare a mettere ordine in una situazione che è risultata fortemente problematica.

La nomina del coadiutore è stata accolta da monsignor Oliveri con un lungo comunicato nel quale oltre ad accogliere la decisione del papa, il vescovo ha elencato gli ambiti nei quali monsignor Borghetti potrà essere particolarmente utile, fra questi, appunto, la possibilità di “offrire assidua vicinanza e sostegno e formazione permanente ai sacerdoti e ai diaconi”; quindi venivano citati i rapporti con le “aggregazioni laicali”, la visita alle parrocchie dell'entroterra, e anche la partecipazione “agli incontri dei vescovi, a livello nazionale e regionale”. Al contempo il coadiutore dovrà “assistere ed illuminare il vescovo con i suoi consigli circa le questioni di maggiore importanza che riguardano il governo della diocesi”. Non va dimenticato che il 'coadiutore' ha la possibilità di succedere al vescovo in carica quando questi lascia il proprio incarico in qualsiasi momento, in tal modo la procedura per la successione nella diocesi che aveva creato imbarazzo e problemi ala Santa Sede sembra definitivamente avviato.

A Genova, infine, monsignor Anselmi ha detto che proseguirà anche a seguire il mondo dei giovani di cui già si occupava ma aiuterà anche l'arcivescovo dove questo si renderà necessario.

Quest'articolo è stato pubblicato sul Secolo XIX
Francesco Peloso

CHI E' IL VESCOVO COADIUTORE CHE DOVRA' SALVARE LA DIOCESI DI ALBENGA-IMPERIA

“Presto avremo la gioia di incontrarci e di conoscerci; intanto un caro e deferente saluto a lei, pastore della Chiesa di Albenga-Imperia, che la invito ad estendere con affetto ai presbiteri, ai diaconi, ai religiosi e le religiose ed ai fedeli laici tutti”. Inizia così il primo messaggio che il nuovo vescovo coadiutore di Albenga-Imperia – monsignor Borghetti - ha mandato al suo confratello, Mario Oliveri. Diplomazia ecclesiale per una convivenza forzata decisa dalla Santa Sede che, dopo 24 anni, mette fine al regno incontrastato di Oliveri nella diocesi ligure.

Non è dunque un compito facile quello che attende Borghetti il quale si troverà di fronte una diocesi dove non mancheranno le ostilità e le diffidenze. Interessante il suo curriculum. Il nuovo coadiutore infatti non ha vissuto sempre da 'prete', è infatti entrato in seminario dopo aver frequentato le scuole pubbliche ed essersi laureato in filosofia a Pisa, poi ha studiato teologia. E' stato incardinato nella diocesi di Massa Carrara dove è stato responsabile del seminario diocesano. Ha insegnato religione nelle scuole e ha svolto attività di formazione del clero, ha insegnato psicologia. Dal 2010 è diventato vescovo di Pitigliano-Orbetello, diocesi che ha dovuto abbandonare improvvisamente per volontà di Francesco. Monsignor Borghetti ha insomma un profilo di pastore cresciuto in un rapporto aperto con la realtà, esperto di formazione del clero, lontano da ambienti settari o clericali. Con queste caratteristiche sembra l'uomo giusto – almeno sulla carta - per affrontare i vari nodi irrisolti emersi in questi mesi nella diocesi di Albenga-Imperia.

Del resto parla un linguaggio in sintonia con la linea pastorale aperta al sociale promossa dal pontefice; nella messa del giorno di Natale guardava alle “rovine” del nostro tempo osservando quanto queste siano “gravi e molteplici”: “le guerre non finiscono mai, la miseria, la fame, la sete e la mancanza di cure adeguate per gran parte della famiglia umana; i crimini quotidianamente commessi nelle nostre strade; il dilagare della corruzione pubblica e privata”. E ancora “la mancanza di alloggi dignitosi; la disgregazione del concetto stesso di famiglia; la perdita del senso della sacralità e dignità della vita umana; l’innocenza dei minori atrocemente violata, la condizione degli anziani spesso abbandonati al loro destino, dei giovani privi di punti di riferimento e di opportunità per il futuro, dei numerosi poveri che popolano le nostre città; lo smarrimento negli occhi dei migranti che sono venuti qui in cerca di un futuro migliore; la violenza perpetrata in nome di Dio, lo scandalo delle nuove schiavitù, ‘delitto di lesa umanità’”. Insomma il linguaggio del pastore dentro le cose del mondo voluto da Francesco.

Pubblicato sul Secolo XIX
F. Pel.




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