mercoledì 3 giugno 2015

Ior: mons. Ricca versus de Franssu, "scopo dell'istituto non è accumulare ricchezza"

Nel rapporto-bilancio 2014 dello Ior appena pubblicato, due distinti documenti mettono in luce la differenza di vedute e impostazione che oggi si confrontano al vertice dell'Istituto. Da una parte i manager e il consiglio di sovrintendenza rappresentato dal presidente dell'Istituto, Jean Baptiste de Franssu, dall'altra monsignor Battista Ricca, prelato dello Ior, uomo di fiducia del papa, e con lui almeno una parte dei cardinali della commissione cardinalizia di controllo. Il rapporto presenta due lettere – una di de Franssu, l'altra di monsignor Ricca (che pubblico integralmente di seguito) - nelle quali la necessità si servire la Chiesa quale obiettivo prioritario dell'Istituto, viene declinato in due modi differenti. Investire una parte del patrimonio sui mercati finanziari e destinare una quota crescente di risorse al Vaticano, oppure limitarsi a “custodire i beni” che vengono affidati all'istituto, senza di fatto operare con gli strumenti messi a disposizione dalla finanza per accrescere il patrimonio.

l'interno dello Ior

Per altro de Franssu, ventila un rischio molto concreto: e cioè che una parte dei clienti dell'Istituto, in mancanza di un miglioramento progressivo nella gestione del risparmio, scelgano di rivolgersi ad altre banche  capaci di garantire servizi di qualità superiore (come conseguenza questa 'perdita' eventuale di clientela comporterebbe minori entrate per la Santa Sede).  D'altro canto, e ne ha dato notizia Vaticaninsider, di recente il papa ha bloccato l'istituzione da parte del management dello Ior di un fondo d'investimento in Lussemburgo; la posizione espressa da Ricca sembra dunque rispondere a questo tipo di preoccupazioni. Allo stesso tempo il presidente de Franssu ribadisce che per dare seguito agli obiettivi di trasparenza e buona gestione è necessario un piano finanziario ben definito.

E tuttavia dietro la disputa c'è un problema non risolto di carattere più generale. vale a dire fino a che punto il Vaticano deve continuare a servirsi di importanti strumenti finanziari per governare la Chiesa universale? E cosa deve diventare il governo centrale della Chiesa? E' insomma possibile leggere in questo dualismo un altro capitolo di quel tentativo di papa Francesco di ridurre la centralità del Vaticano e quindi ridimensionare le sue strutture? Gli interrogativi sono aperti. D'altro canto una gestione oculata del patrimonio dello Ior ha permesso nel 2014 di portare a casa 69milioni di euro di utili, mentre 55 milioni verranno dati al Vaticano per aiutare a sostenere i costi di gestione. La cifra è grosso modo in linea con quella versata ogni anno dall'istituto alle casse della Santa Sede.

il prelato dello Ior, monsignor Battista Ricca

La Lettera di monsignor Battista Ricca nel Rapporto 2014

Come ho scritto nella lettera dello scorso anno, è di vitale importanza ricordare lo scopo dello IOR. Tale scopo non è quello di accumulare ricchezza, ma di servire onestamente e fedelmente la missione universale della Chiesa, ossia aiutare coloro che lavorano nelle vigne del Signore – spesso senza ringraziamenti e in circostanze pericolose – per sostentare, istruire, curare e diffondere il Vangelo. Questo è il servizio che, spero e prego, deve rimanere il principale scopo dello IOR anche in futuro. La mia preghiera è che l’Istituto lavori non semplicemente per far crescere un patrimonio perché questo, in se, è totalmente privo di significato. Invece, mi auguro che l’Istituto vada verso una trasformazione per “consentire ai principi del Vangelo di permeare anche le attività di natura economica e finanziaria (Papa Francesco, 24 giugno 2013)”. Infine vorrei cogliere questa opportunità per ringraziare quei dipendenti dello IOR che hanno dimostrato la loro dedizione, gentilezza e professionalità.


Il presidente dello Ior Jean Baptiste de Franssu

Lettera del presidente dello Ior, Jean Baptiste Douville de Franssu nel Rapporto 2014

Cari Lettori,
il 2014 è stato per molti versi un altro anno di profondi cambiamenti per l’Istituto. Innanzitutto, il 9 luglio è stato nominato un nuovo Consiglio di Sovrintendenza che ho l’onore di presiedere. Il Consiglio è composto da grandi professionalità sia in ambito accademico che finanziario provenienti da Europa, Stati Uniti, Sud America e Australia. Tutti i consiglieri hanno maturato una notevole esperienza in materia finanziaria. Il loro impegno e contributo sono fondamentali per il futuro dello IOR. Nel corso dell’anno sono stati portati avanti o a termine i lavori iniziati dal precedente Consiglio e dal suo Presidente Ernst von Freyberg – specialmente nel campo dell’antiriciclaggio e del monitoraggio degli utenti per adeguare lo IOR alle disposizioni vaticane vigenti in materia. Vorrei a questo proposito esprimere il mio sincero ringraziamento per l’instancabile impegno profuso dal precedente Consiglio.

Infine negli ultimi 12 mesi sono stati fatti progressi significativi nell’adeguamento dello IOR alle nuove leggi e regolamenti emessi dalla Santa Sede, rinnovando l’interazione con le autorità fiscali nel mondo al fine di porre termine all’uso improprio che è stato fatto dell’Istituto in passato. Nel sottolineare il risultato economico 2014, va notato come questo sia effetto essenzialmente del miglioramento dei mercati finanziari negli ultimi 12 mesi e del loro effetto sulla composizione del portafoglio titoli dello IOR.

Parallelamente a questi sforzi indispensabili al definitivo riordino delle sue attività, molto lavoro è stato dedicato alla definizione di un nuovo percorso per l’Istituto che permetta di adempiere alla propria funzione di supporto al Santo Padre nella sua missione di aiuto ai poveri e di propagazione della fede. Questo sforzo ha impegnato la maggior parte del tempo e delle attenzioni del management dello IOR negli ultimi mesi. Mentre scrivo questa introduzione l’ultimo tassello di questo piano di trasformazione dell’Istituto è in corso di finalizzazione con il Consiglio di Sovrintendenza. Tale piano ruota intorno a due principali obiettivi. Da un lato dare priorità assoluta ai bisogni dei nostri utenti offrendo loro servizi di qualità e livello superiore; dall’altro rendere meno rischiose le attività svolte dall’Istituto tramite lo sviluppo di una strategia che permetta allo IOR di sostenere ed accrescere il contributo annuale riconosciuto alla Santa Sede.

Chiaramente il primo obiettivo è quello predominante. Un’utenza insoddisfatta potrebbe rivolgersi ad altre organizzazioni, limitando così la capacità dello IOR di contribuire alle finanze della Santa Sede. A riprova di ciò in tutti gli incontri avuti con gli utenti ci è stata confermata la necessità di sviluppare soluzioni di risparmio gestito, in luogo dell’offerta di semplici depositi. I nostri utenti, infatti, stanno già anticipando da qualche tempo questo cambiamento, come dimostra l’evoluzione dell’impiego del loro patrimonio. Infatti, dal 2008 al 2014, i depositi degli utenti sono passati da 3,2 Miliardi di Euro a 2,1 Miliardi di Euro mentre le Gestioni Patrimoniali sono cresciute passando da 2,3 Miliardi di Euro a 3,2 Miliardi di Euro.

Evoluzione degli assets degli utenti:
Per procedere in tale direzione, la sfida principale dell’Istituto è migliorare le performance dei servizi di gestione patrimoniale e assicurare il miglioramento degli standard nel servizio agli utenti. Questo è il punto chiave del nuovo piano strategico. In questo modo si ridurrà il rischio, si stabilizzeranno, e in seguito aumenteranno, le entrate sia per lo IOR che per la Santa Sede. In parallelo, saranno intraprese azioni per fornire soluzioni di pagamento affidabili e stabili. Non appena saranno prese le decisioni finali su tale piano, ne daremo informazione ai nostri utenti e diligentemente ci adopereremo per attuarlo. Il personale dello IOR è molto motivato nell’attuare

tali cambiamenti. Numerose occasioni d’incontro sono state create proprio con lo scopo di informare tutti i dipendenti sugli obiettivi da raggiungere e su quelli già ottenuti. Vorrei quindi cogliere questa opportunità per ringraziare l’intero personale dello IOR per l’impegno e lo sforzo profuso nel corso dell’anno. Abbiamo molte professionalità che hanno mostrato dedizione e fedeltà all’Istituto e alla Chiesa. Sono orgoglioso di lavorare con questo team. Infine, desidero esprimere la mia gratitudine ai nostri utenti. Noi esistiamo grazie a loro e colgo quest’occasione per confermare che stiamo lavorando alacremente per garantire un continuo miglioramento della qualità del servizio offerto.

Il problema di 'cosa fare dello Ior', e della sua trasformazione in seguito all'introduzione della trasparenza finanziaria Oltretevere, è stato da me approfondito come parte centrale e in sé riassuntiva di una questione nevralgica per l'attuale pontificato: ovvero la riforma della Curia vaticana e del governo  della Chiesa portato avanti da papa Francesco.  Il tutto si trova nel volume: "La banca del Papa" edito da Marsilio e pubblicato alla fine di maggio 2015. 

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