lunedì 28 settembre 2015

Il papa in America ha seppellito il cattolicesimo pro-life più integralista

Con il suo viaggio in Usa il papa mi pare abbia seppellito il primato del cattolicesimo "pro life" inteso come ideologia che cancellava l'umano nella sua dimensione storica e sociale e assumeva i connotati di un nuovo cristianesimo (apocrifo, riscritto dall'alto), tutto bioetico, precettistico, fondamentalista, associato al 'potere' che meglio lo tutelava; ha dato inoltre - e in parte solo riscoperto, riportato alla luce - una lettura interessante e 'americana' del concetto di migrante che è diventato sinonimo di molteplice, di varietà, di ricchezza, di complessità, di identità e di incontro, di diritti, di aspirazioni familiari e collettive, di altra faccia della globalizzazione. Il Papa, fra l'altro, neanche di fronte alla grande folla di Philadelphia ha ceduto a un messaggio fervoroso, difensivo, puramente identitario. 

Il suo è rimasto un discorso aperto, la proposta di una Chiesa che torna nel mondo (che non lo domina e non se e chiama fuori), capace di offrire la sua storia, la sua sapienza e la sua esperienza alle società contemporanee, pronta ad accoglierne anche criticamente la varietà culturale, esistenziale e antropologica.  

Nessun commento:

Posta un commento