giovedì 8 giugno 2017

Il card. Bassetti: fra Chiesa e mafia non può esserci alcun inchino

In una lunga intervista al quotidiano dei vescovi Avvenire del 5 giugno, il nuovo presidente della Cei, l'arcivescovo di Perugia, il cardinale Gualtiero Bassetti, delinea la sua idea di Chiesa. Qui riportiamo il passaggio sulla mafia, fra i più significativi. Ma non è l'unico (basta 'politici clericali', e fra i punti di riferimento ci sono La Pira, don Milani e don Mazzolari...)

“La Chiesa ha molti preti uccisi in odio alla fede per essersi opposti alla violenza. Uno è don Giuseppe Diana sulla cui tomba ho avuto occasione di pregare. E una delle figure che ho conosciuto personalmente e che va elevato a modello è don Pino Puglisi, martire di mafia. Come dimostrano le loro uccisioni, la criminalità organizzata è una realtà drammatica ma non invincibile. Chi vive nelle organizzazioni criminali è fuori dalla comunione ecclesiale anche se si ammanta di religiosità. Fra Chiesa e mafie non può esserci alcuna connivenza, alcun contatto, alcun 'inchino' ". 


"L’azione corale di vescovi e sacerdoti del Mezzogiorno, le prese di posizione ufficiali anche delle regioni ecclesiastiche, il grande sforzo di alcuni gruppi laicali aprono nuove vie che, insieme alla denuncia, contemplano l’educazione e soprattutto la testimonianza. Ricordo, quando ero vescovo di Massa Marittina-Piombino, l’incontro con alcuni boss della mafia nel supercarcere dell’isola di Pianosa. Avevano sguardi magnetici, capacità di pensiero, attitudine nel trascinare le persone. Se quei talenti fossero stati messi a servizio del bene invece che del male, chissà che uomini sarebbero stati... Hanno scelto l’odio, la morte, la sopraffazione, le tenebre. Mi preme, poi, dire grazie alle forze dell’ordine e alla magistratura per il loro indispensabile lavoro che è stato pagato anche con il sangue: oltre a Falcone e Borsellino, vorrei ricordare il giudice 'ragazzino' Rosario Livatino di cui è in corso il processo di beatificazione”.  

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