lunedì 25 settembre 2017

Emanuela Orlandi, la verità giudiziaria (assente) e la possibile verità storica

Dossier, depistaggi, intrighi, segreti Vaticani: il caso di Emanuela Orlandi è una specie di ‘evergreen’ giornalistico, di romanzo a puntate del quale non ci si stanca mai, anche perché di tanto in tanto vengono aggiunti nuovi particolari alla trama, veri o falsi non importa, ciò che conta è che il mistero resti tale e il racconto continui. La storia reale però è quella di una ragazza di 15 anni figlia di un dipendente vaticano (un commesso della Prefettura della casa pontificia, l’organismo che gestiva, all’epoca, le udienze con il papa e i relativi protocolli diplomatici), scomparsa nel nulla il 22 giugno del 1983. 


Caso Orlandi: fra fake news e sentenze reali e immaginarie

Onestamente trovo singolare che sul caso di Emanuela Orlandi si torni a parlare di un'operazione ordita nella Germania Est o simili e che a farlo siano giudici che si sono occupati in passato della vicenda senza giungere però a una conclusione, senza trovare prove. In questo caso a evocare fantasmi di servizi segreti stranieri è stato il giudice Ilario Martella che appunto negli anni scorsi si è occupato del caso; in occasione della diffusione da parte di Repubblica e l'Espresso del documento-patacca sul coinvolgimento vaticano nella sparizione di Emanuela, Martella ha reso nota una sua verità alternativa a mezzo stampa.